N°23 - Anno 4 - 28 febbraio 2012 sito provvisorio

SPETTACOLO

Primo nome per l’Heineken Jammin’ Festival: The Cure

di FRANCESCO BINI

Venezia - Il main stage di uno dei più grandi eventi musicali italiani si mette il rossetto ed il vestito scuro, quelli di Robert Smith. L'ormai cinquantenne (e un po' imbolsito) frontman sarà infatti in Italia con i suoi The Cure per due date nel luglio 2012, il 7 all'Heineken Jammin' Festival ed il 9 al Rock in Roma. Lo comunica il sito ufficiale della band britannica assieme ad altre, al momento, dieci date distribuite tra i principali paesi europei.

Seppur un po' lontana dagli studi di registrazione dal 2008, anno di pubblicazione del discreto “4:13 Dream”, la band non ha mai realmente spento gli amplificatori, portando la sua darkwave alle orecchie di migliaia di fans in tutto il mondo. L'ultimo ed acclamato appuntamento coi fan italiani risale al 29 febbraio di quattro anni fa, al PalaLottomatica di Roma. Per l'occasione i The Cure regalarono al pubblico un concerto di tre ore di musica, con altrettanti bis ed un repertorio che pescava da quasi tutti e tredici gli album della loro più che trentennale carriera.

Sei anni sono invece passati dal precedente incontro con gli habituées dell'Heineken Jammin' Festival che, dopo quattro edizioni nella contestata location del verde Parco San Giuliano di Mestre, è stato trasferito nell'Arena Fiera di Rho. La nuova postazione è già stata protagonista nel 2011 con il Rock in IdRho, al contrario dello scorso HJF, il quale ha registrato una delle affluenze maggiormente negative della sua storia. Sicuramente più idoneo ad un evento di così grandi dimensioni, il cemento di Milano ha infatti raccolto le scintille degli ottimi Foo Fighters e dei redivivi Iggy and The Stooges meglio di quanto non avrebbero potuto fare l'erba ed i fagiani di Venezia.

I The Cure, al momento impegnati nella composizione del loro nuovo album, arriveranno con l'ennesima nuova line-up, che assieme alle due colonne portanti (la voce ancora fresca di Robert Smith, le inconfondibili linee di basso di Simon Gallup) ed al consolidato batterista Jason Cooper, vedrà comparire i lisci capelli del due-volte-ex-tastierista Roger O'Donnell al posto della liscia pelata del tre-volte-ex-chitarrista Porl Thompson. O'Donnell è tornato nelle fila della band nel 2011, in occasione dei due “Reflections shows” alla Opera House di Sydney, in cui sono stati riproposti integralmente i primi, storici tre dischi: Three Imaginary Boys, Seventeen Seconds, Faith.

Attenderemo dunque di capire se il festival riuscirà a risollevarsi ed a riconfermarsi come uno dei più importanti del suo settore, di pari passo con il sempre più prossimo completamento del programma che al momento riporta soltanto un nome, quello dei quattro inglesi di Crawley.

Per lo meno possiamo dire: “cominciamo bene”.

Il costo del biglietto è di € 63,25 (prevendite già iniziate)

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