N°23 - Anno 4 - 28 febbraio 2012 sito provvisorio

ATTUALITA’

«Fermiamo la strage!»: “Se non ora quando” nelle piazze d’Italia contro la violenza di genere

di LAURA BONAIUTI

(c)2012

Firenze, 26 gennaio 2012. 3 gradi sopra lo zero. Sotto il biancone di Piazza Signoria si affollano donne avvolte in cappotti: stendono sui lastroni del selciato cinque sagome di carta, con la stessa forma dei contorni che traccia il RIS attorno a un cadavere su una scena del crimine. Donne con uno sguardo saldo, deciso. Si accerchiano attorno a quelle sagome bianche con le fiaccole che tremano e a turno leggono al megafono storie di donne uccise.

Le militanti del movimento “Se non ora, quando?” sono scese in piazza per dire no alla violenza di genere, che ogni anno miete più di cento vittime di ogni età ed estrazione sociale. Nel 2010 sono 127 le donne rimaste uccise, nel 2011 il numero sale a 139, mentre solo nel mese di Gennaio di quest’anno se ne contano già 12. L’ultima è Stefania Noce, una ventitreenne di Licodia Eubea (Catania) assassinata dall’ex fidanzato. Stefania “era una ragazza che potremmo definire emancipata”- scrive Lea Fiorentini sul sito fiorentino del movimento- “una donna che studiava all’Università, che pensava, che scriveva, una donna impegnata in politica. Tutto questo non l’ha salvata.”. Stefania faceva parte del comitato “Se non ora, quando?” di Catania; per questo dalla sua città è partita l’iniziativa di una fiaccolata in nome suo e di tutte le altre donne che sono state zittite per sempre. Così non solo a Catania: anche a Roma, Firenze, Rimini, Torino e in altre città si è levato un messaggio comune per richiamare l’attenzione su questi delitti che “non sono passionali, perché la violenza non ha nulla a che vedere con la passione, né tantomeno con l’amore”- scrive la Fiorentini.

Ma da dove ha origine tutta questa violenza? E quali sono i modi per arginarla? Lo abbiamo chiesto a Francesca Testa, militante attiva del movimento.

Quanto influiscono i messaggi politici e radiotelevisivi su questo che voi avete definito un vero e proprio problema culturale?

Entrambi influiscono molto. Diciamo che nell’ultimo periodo la politica e la televisione hanno viaggiato sulla stessa linea: il modello della donna fondato solo sulla bellezza è andato di pari passo con la scarsa rappresentanza istituzionale e una concezione femminile poco rispettosa.

Crede che i mass media abbiano un approccio corretto nei confronti dei “delitti passionali”?

Credo che ci sia molta spettacolarizzazione da parte degli organi d’informazione: si tende ad approcciarsi alla questione da un unico punto di vista, in un modo che è fortemente influenzato dal tessuto sociale in cui viviamo.

Avete qualche altro progetto nazionale al riguardo?

Con altre associazioni come “Libere tutte” e “Artemisia” abbiamo in programma per l’8 Marzo un’iniziativa che si riallacci al 25 Novembre, giornata contro la violenza sulle donne.

WiPN NEWS FROM FACEBOOK

Lavora con noi!

Il Gruppo Pistoia News e le sue associate cerca le seguenti figure:
- Personale di redazione;
- Fotografi
Informazioni e candidature: pistoianews@virgilio.it